
Dal 09/12/2011 al 31/05/2012
Bard - Forte di Bard
Da Rubens a Canaletto
La grande arte è al Forte di Bard
Da Rubens a Canaletto, la grande arte è al Forte di Bard. In mostra 80 capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein Archiviata con successo la mostra dedicata all’artista catalano Joan Mirò, il polo culturale del Forte di Bard prosegue la sua fortunata stagione espositiva con un nuovo grande evento destinato a registrare l’interesse di decine di migliaia di visitatori. Dal 9 dicembre sino al 31 maggio del 2012, l’imponente piazzaforte della prima metà del XIX secolo all’imbocco della Valle d’Aosta, ospita la mostra I tesori del Principe. Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Hayez, Canaletto. Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein.
Curata da Johann Kräftner, direttore delle Collezioni del Principe del Liechtenstein e da Gabriele Accornero, amministratore delegato del Forte di Bard, la mostra porta in Italia una selezione di opere della più importante collezione d’arte privata esistente al mondo, anche arricchita da importanti capolavori della collezione Schönborn-Buchheim. I principi del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie nobili austriache, sono collezionisti da cinque secoli con particolare attenzione per l’epoca barocca, il Classicismo e l’800. Oggi la collezione è raccolta nel Castello del Principe Hans-Adam II, a Vaduz, e in parte visitabile nel settecentesco Palazzo in Villa Liechtenstein nell’allora sobborgo di Rossau. Al Forte di Bard è esposta una straordinaria selezione di 80 capolavori assoluti della storia dell’arte realizzati tra il 1500 e la seconda metà del XIXesimo secolo.
Il percorso espositivo si articola per correnti stilistiche, in analogia con il Palazzo in villa a Vienna, mentre all’interno delle sale la presentazione è esposta per autore. La prima sala è un vero e proprio omaggio a Peter Paul Rubens di cui il Principe Hans-Adam II e il più grande collezionista privato al mondo. La seconda sala è dedicata ai Fiamminghi mentre la terza alla pittura olandese con opere di Cranach, Kick, Rembrandt.
Le sale 4 e 5 sono dedicate agli Italiani, con le deliziose sculture di Giambologna tra cui l’opera “Venere dopo il bagno” oltre al magistrale “Bacco” dell’allievo di Michelangelo Massimiliano Soldani-Benzi e al pregiatissimo Cabinet di Melchiorre Baumgartner, mobile in avorio e ebano impreziosito da mosaico fiorentino di pietre dure. Di grande valore l’opera “Ritratto di Prospero Alessandri” di Giovanni Battista Moroni e “La Punizione di Ercole” di Pietro da Cortona. Le sale sono ulteriormente corredate da capolavori di Franceschini, Bellucci e Reni. Al Vedutismo e al tema dei paesaggi è dedicata la sesta sala. Qui si possono ammirare opere di Canaletto, Giovanni Paolo Pannini e le vedute di Waldmuller. La mostra affronta anche il tema del Classicismo e del movimento romantico del Biedermeier, declinati intorno al capolavoro di Hayez “Il consiglio della vendetta” e alla delicatissima serie di ritratti di Friedrich von Amerling.