
22/12/2011
Verrès - Centro Storico
Carnevale di Verrès
Un passato affascinante che è sempre attuale
La storia del carnevale è sempre affascinante. Gli aspetti che balzano immediatamente agli occhi sono i colori delle maschere e dei costumi oltre che del clima goliardico che si viene a creare, un’atmosfera che invita alla tolleranza e alla spensieratezza per cui “ogni scherzo vale”.
In realtà, le origini di questa tradizione sono profondamente radicate nella nostra cultura, sebbene ogni realtà territoriale la vive a modo proprio. In Valle d'Aosta, i carnevali sono senza ombra di dubbio ricostruzioni storiche di episodi del passato, ormai impressi nella mente di ogni abitante della Regione.
In tal senso, una rievocazione della storia valdostana la si rivive a pieno titolo con il Carnevale di Verrès che ogni anno mette in scena un episodio particolare della storia degli Challand, una famiglia che ha segnato profondamente l'identità della nostra Regione. L'episodio rievocato risale al XV secolo, quando Francesco di Challand, capo del maggiore feudo della regione, muore senza lasciare eredi maschi. Per evitare che, come da legge salica, i suoi beni passassero nelle mani dei membri maschi della sua famiglia (con i quali non andava per nulla d'accordo), Francesco di Challand decise di nominare come eredi le due figlie Caterina e Margherita. L'imponenza della casata dei Savoia che sgomitava per affermarsi sulla scena, mise in fuga Margherita che cedette le sue quote di eredità a Catarina, rendendola unica beneficiaria di tutto il regno. Una guerra intrafamiliare prese il sopravvento e la cortigiana dovette rifugiarsi insieme al marito, Pierre d'Introd, nella storica rocca che sovrasta il paese, per proteggersi dagli attacchi delle truppe nemiche.
Ben presto, Caterina riconobbe di avere bisogno dell'aiuto del popolo per superare le ostilità della sua famiglia e decise di richiedere il loro sostegno scendendo in piazza il giorno della S.S. Trinità, il 31 maggio del 1450. In quell'occasione, dopo essere stata ospite insieme al marito del reverendo Pietro Chissé, prevosto di St. Gilles, scese in piazza e si mise a danzare con il popolo.
La rievocazione di questo episodio è messa in pratica in tutte le sue fasi, sottolineandone i momenti salienti.
Il sabato di Carnevale, dunque, tra il luccichio delle fiaccole, il rullo dei tamburi, gli squilli di trombe, si è in piazza con il Gran Ciambellano che si presenta sulla scalinata di Piazza Chanoux, circondato da armigeri, arcieri e portabandiera. La sfilata giunge al Municipio dove Caterina riceve i poteri conferitegli dal Sindaco. La fila di nobili e popolani si dirige poi verso il maniero, per trascorrere una nottata tra balli e musiche. Il giorno successivo, nel primo pomeriggio, viene ripetuta la presentazione e la sfilata di Caterina, poi si sale verso il Castello per un pomeriggio di festa in onore dei bambini. La sera, al maniero, viene servita una succulenta cena, e successivamente si potrà prendere parte ad una inusuale serata danzante. Il lunedì mattina, la Castellana fa visita ai ristori del borgo, alla Microcomunità, all’asilo nido, alla scuola materna e alla Prevostura di Saint-Gilles. Di pomeriggio, al salone comunale, i protagonisti della festa sono i bambini di Verrès, per poi dare spazio alla sera ad un Gran Galà. L'ultimo giorno del Carnevale, il martedì grasso, comincia con la distribuzione della polenta, saucisses e fisous, in piazza René de Challant. Di pomeriggio, si snoda lungo le vie del borgo una sfilata di gruppi folkloristici e mascherati, bande musicali, carri allegorici, sempre seguiti da Caterina e i suoi sudditi. L'ultimo appuntamento di Carnevale è il Veglionissimo di chiusura al Castello, serata di ballo in maschera.