Aosta -
Io mangio valdostano
Prodotti Valdostani nelle mense scolastiche
Da circa vent’anni, la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, celebra in tutto il mondo una giornata dedicata all’alimentazione, allo scopo di aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sul problema della fame nel mondo e richiamare l’attenzione sulla sicurezza alimentare per tutti. In questa occasione, il 13 ottobre 2011, gli alunni delle scuole della nostra regione hanno ricevuto in omaggio un vasetto di Yogurt prodotto con latte valdostano, a testimonianza di un progetto nato dalla collaborazione tra l’Assessorato regionale alla Cultura, l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il CELVA e l’AREV, al fine di incentivare il consumo di prodotti gastronomici salutari nati sul territorio valdostano.
L’iniziativa, accolta favorevolmente da tutti, è rivolta alla totalità degli istituti scolastici presenti sul territorio, i quali si sono resi disponibili a distribuire latte e prodotti caseari nelle proprie mense. Due sono i prodotti locali principalmente coinvolti. Da una parte il latte, alimento completo ed essenziale per l'uomo, che è di particolare pregio se ricavato da mucche di montagna. Quello prodotto in Valle d'Aosta, pur essendo molto apprezzato come alimento crudo, è prevalentemente impiegato per la caseificazione dei rinomati formaggi locali. Proveniente da bovine di razza autoctona, come la pezzata rossa valdostana, animale con elevata capacità motoria ed impareggiabile resistenza alle patologie, ha un sapore caratteristico e preziose qualità nutritive, che variano a seconda delle stagioni: più ricco e grasso in estate, quando le mucche si cibano di erba fresca e fiori profumati dei pascoli di alta quota, più magro in inverno, grazie a un'alimentazione basata su foraggio secco.
Dall'altra parte la carne che, in Valle d'Aosta, ha origine da una filiera certificata in grado di garantire la genealogia degli animali, una mappatura della provenienza che ne certifichi l'iscrizione al Libro Genealogico della Razza Valdostana, un plus conferito solo ai capi selezionati nelle aziende registrate all'anagrafe regionale del bestiame e delle aziende di allevamento della nostra regione. I capi vengono allevati nel totale rispetto delle loro esigenze fisiologiche: gli allevatori pongono parecchia cura e attenzione non solo al benessere degli animali, ma anche al rispetto dell'ambiente. Un’alimentazione corretta è il punto di partenza per una vita sana ed equilibrata. L’Arev, Association Régionale Eléveurs Valdôtains, in questo progetto svolge un ruolo importante in quanto si pone da soggetto incentivante nei confronti delle istituzioni e da gestore della parte amministrativa nell’iter relativo all’accesso agli aiuti comunitari. Inoltre, svolge un ruolo attivo nella ricerca e nella diffusione dell’opportunità nei confronti dei produttori. Queste iniziative sono decisive non solo da un punto di vista “salutistico” per la qualità e la genuinità dei prodotti proposti, ma sono fondamentali per lo sviluppo della produzione locale. In una regione come la Valle d’Aosta, particolarmente attenta alla tutela delle risorse agricole, tali operazioni sono funzionali allo sviluppo delle ricchezze già presenti sul territorio. In questo modo, si accorciano le distanze nella filiera produttiva con una conseguente riduzione dei costi per il consumatore finale, un notevole sostegno all’ambiente e al patrimonio agroalimentare locale. Accade già nei mercatini agricoli distribuiti su quasi tutto il territorio regionale dove le tipicità vengono vendute senza intermediazioni, niente imballaggio e nessun costo di conservazione. È anche questo il motivo del successo dei distributori automatici di latte, sempre più diffusi perché favoriscono l’acquisto consapevole e la sicurezza del prodotto rintracciabile. Questo progetto rappresenta una valida opportunità per il mondo produttivo zootecnico valdostano, quindi è importante che tutti i produttori che commercializzano le proprie produzioni si attivino nei confronti delle istituzioni scolastiche a loro più vicine e richiedano informazioni all’AREV per conoscere più in dettaglio i contorni dell’iniziativa.